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Venite ad amar l'Amore
Santa M. Maddalena De' Pazzi
A Firenze culla dei santi, Caterina nasce il 2 Aprile 1566 nell'antica famiglia De' Pazzi che vantava nobiltà di sangue e di virtù cristiane. Già da piccola in Caterina spiccarono straordinariamente l'amore per i poveri, per la preghiera e il desiderio di ricevere Gesù; si ricordano al riguardo vari episodi carini tra cui le ripetute elemosine fatte ai mendicanti, le visite ai carcerati ai quali dava la sua colazione, lo zelo nell'istruire le serve di casa e i bambini della campagna. La madre guardava con sorriso affettuoso la figlia che giocava all'eremita, che in luoghi appartati si vestiva da religiosa e si immergeva nella preghiera, ma ciò che più la sorprendeva era quando la piccola correva dalla madre appena tornata dalla messa e stringendola forte le diceva " Mamma voi avete il profumo di Gesù". il desiderio della vita religiosa nacque il lei quasi subito; infatti impallidiva quando in famiglia si apriva il discorso sui buoni matrimoni che si prospettavano per lei e quando queste proposte si fecero un problema per lei, facendosi coraggio disse al padre con risolutezza lo vi dico, padre mio, che sono deliberata di prima lasciarmi tagliar la testa che di non essere religiosa" dopo tante lotte finalmente il 1° Dicembre del 1582 a soli sedici anni Caterina entra nel Monastero delle Carmelitane di Firenze e il 30 Gennaio 1583 veste l'abito religioso prendendo il nome di Suor Maria Maddalena. Dopo poco tempo viene presa da una misteriosa e strana malattia che sembra portarla alla morte e con essa arrivano anche i favori del cielo che caratterizzeranno tutta la sua vita: lo scambio dei cuori con Gesù, riceverà gli strumenti della passione, l'anello nuziale da Cristo e le saranno impresse le stimmate; comincia inoltre il lungo periodo delle estasi: la colgono in qualunque luogo e in qualunque atteggiamento: mentre ripiega il tovagliolo, mentre dice l'ufficio, appoggiata ad un palo, mentre fa il pane e addirittura mentre dorme! Si sono arrivate a contare 395 estasi estese lungo tutta la sua esistenza. II perché di questi doni lo conosce solo il Signore fino in fondo. A noi sicuramente rimane una immensa ricchezza di questi regali del cielo; infatti il suo padre confessore fece scrivere ad una consorella tutte le sue esperienze mistiche, i colloqui che Maddalena aveva con il suo Sposo; essa espone con esattezza e profondità non comune i più alti misteri della nostra fede; inoltre rivive sulla sua carne la passione del Signore e cinque lunghi anni di prova chiamato " lago dei leoni" che la associano al mistero di redenzione delle anime; infine Maddalena viene coinvolta dal Signore all'opera di rinnovamento della Chiesa allora in una profonda crisi di valori; questo incarico ricevuto dall'alto, diventerà per lei causa di timori, scrupoli, ma il Signore non cesserà di parlare a lei della rinnovazione della Chiesa; così in estasi detterà alle sue consorelle una serie di lettere nelle quali lei, oscura e nascosta carmeiitana, con grande franchezza si dichiarava incaricata da Dio e implorava le massime autorità ecclesiastiche, di impiegare, per amore del Sangue di Cristo, tutte le forze per la riforma della Chiesa; purtroppo solo il Cardinale di Firenze Alessandro De' Medici l'ascoltò di persona e durante la sua visita Maddalena gli predisse che sarebbe divenuto papa.
Ma vi è anche un altro aspetto di Santa Maddalena del quale si parla poco: la sua vita quotidiana all'interno della giornata monastica fatta di piccoli doveri quotidiani che ella faceva con amore di carità imbattibile; infatti le consorelle che vivevano con lei diranno " Nessuna di noi può dire di essere riuscita mai a vincerla in carità, ben ignità,a more" . infatti oltre alle sue incombenze aiutava frequentemente in cucina, si alzava prima di tutte le altre per preparare il pane e per fare il bucato in modo che quando si levavano le sorelle il lavoro era per loro più leggero. Le consorelle infatti contemplarono in lei più la perfetta religiosa che la mistica straordinaria, l'apprezzarono per il suo equilibrio e la sua aderenza alla realtà e per questo le affidarono via via uffici sempre più delicati: sottomaestra delle novizie, sagrestana, maestra delle novizie e sottopriora e sicuramente l'avrebbero posta alla guida di tutta la comunità se la morte non l'avesse rapita in così breve tempo. Maddalena infatti dal Giugno del 1604 si ammalerà di tisi e il 25 Maggio del 1607 a 41 anni spiccherà il volo verso il suo Sposo. Un anno dopo la morte, le monache ottennero di avere la ricognizione del suo corpo che risultò intatto; nel 1611 cominciò il processo di canonizzazione e nel 1669 venne proclamata Santa.

PADRE
CARITA'
Beato Angelo Paoli Carmelitano e Apostolo di carità
Il 25 aprile 2010 è stato beatificato questo nostro fratello nel Carmelo nato nel 1642 ad Argigliano nell'alta Toscana.
A distanza di secoli ricordiamo oggi una figura di sacerdote di un Ordine contemplativo com'è quello del Carmelo, che ha mostrato la misericordia di Dio laddove più mancava, nel mondo dei diseredati, poveri, malati. Padre Angelo (il suo nome di battesimo è Francesco) vive un'infanzia pia in seno a una famiglia che ama e aiuta i poveri, perde la mamma all'età di dodici anni, sviluppa così una grande devozione mariana e più tardi diventerà chierico. Ma l'esigenza di un più grande raccoglimento lo porterà insieme a uno dei fratelli a entrare nel convento del Carmine di Fivizzano. In seguito anche se richiesto, rinuncia di accedere ai gradi accademici superiori per potersi dedicare con maggiore impegno al servizio del prossimo. L'obbedienza vissuta nel segno della volontà di Dio, lo porterà a spostarsi in vari conventi della Toscana fino a Roma dove il convento di San Martino ai Monti fu la sua sede definitiva. In tutti questi luoghi oltre agli svariati incarichi che gli vengono richiesti e una vita di penitenza, di preghiera che lo renderà capace sempre più di con formazione a Cristo, egli compie assistenze e opere verso i poveri e i malati che cura di persona e riunisce attorno a sé diversi volontari che lo aiutano anche economicamente. Per i suoi malati pensa a tutto anche alla loro ripresa spirituale e psicologica ingegnandosi a sollevarli con il suo talento di organista e a far sbocciare il sorriso con alcune recitazioni spiritose. Tutto questo proviene a Padre Carità, come era ormai chiamato, dalla sua vita spirituale intensa, nutrita di preghiera spesso contemplando il SS. Sacramento, il suo continuo "pensare" alle sofferenze della Croce che il Signore Gesù Cristo ha assunto su di sé per noi e che rivedeva nei suoi fratelli bisognosi di ogni cosa.
Padre Angelo è stato a volte incompreso persino dai confratelli nella sua vita ma nella sua morte avvenuta il 20 gennaio all'età di 78 anni da tutti è stato riconosciuto che solo quello che procede dalla perfetta sintonia con lo Spirito Santo, è retto e vero, e le opere rimangono a testimoniarne l'amore disinteressato con cui sono state realizzate.
Ringraziamo allora Dio per le grazie che ha concesso al Beato Angelo Paoli perché anche noi possiamo compiere nel modo e nel posto che Lui ha scelto per noi, le opere che ha predisposto per la costruzione del suo Regno già qui in terra.

"Morto perchè non voleva togliersi lo scapolare"
BEATO ISIDORE BAKANJA
Nato verso il 1885 a Mbilankamba nello Zaire (oggi Repubblica democratica del Congo ) nella tribù dei Boangi; da giovane fu battezzato. Fu devoto del sacro Cuore di Gesù e di Maria. Fin da ragazzo, per vivere fu costretto a lavorare come muratore o nei campi. Si convertì al cristianesimo nel 1906. Mentre lavorava alle dipendenze dei colonizzatori di una piantagione di Ikili, dal padrone gli venne proibito di cristianizzare i suoi compagni di lavoro. Il 22 aprile 1909 il sovrintendente della fattoria, dopo avergli strappato lo Scapolare del Carmine, che Isidoro portava come espressione della propria fede cristiana, lo fece fustigare duramente a sangue. In seguito alle ferite riportate in questa " punizione " per la fede, sopportate pazientemente e perdonando il suo aggressore", morì il 15 agosto dello stesso anno. E' stato beatificato da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994, presentandolo alla Chiesa come esempio di coerenza cristiana e di fedeltà eroica.
Isidore è un giovane convertito al cattolicesimo. Ricevette l'istruzione dai Missionari Trappisti belgi.
Per lui lo Scapolare, insieme al Santo Rosario, era un segno visibile della sua fede. Per questo motivo, quando il suo padrone, ateo, gli ordinò di togliersi lo Scapolare, egli si rifiutò, e in cambio ricevette delle frustate che lasciarono sulla sua schiena ferite incurabili.
I sei mesi e mezzo successivi vissuti nel tormento sono stati più penosi delle stesse frustate.
Quando i missionari stavano amministrandogli i Sacramenti, lo sollecitarono di perdonare all'uomo che lo aveva frustato. Isidore rispose: " L'ho già perdonato, e quando sarò nel paradiso, ho l'intenzione di pregare anche per lui." Le ferite sono talmente profonde che il fisico del giovane congolose non esisterà molto a lungo: il 15 agosto 1909, ad appena vent'anni, indossando lo Scapolare e tenendo la corona del rosario tra le mani entra in uno stato di agonia che lo condurrà in breve tempo all'incontro definitivo con Colui per il quale non ha esitato a dare la stessa vita.
Isidoro ha come compagni del suo cammino
Cristo è Maria
Della vicenda umana di Isidore Bakanja colpisce il suo comportamento tenuto negli ultimi giorni della sua vita: stremato nel fisico non nutre alcun sentimento di odio o rancore nei confronti del suo uccisore. Ha infatti imparato dal Maestro che l'unica legge del cristiano deve essere quella del perdono: " se morirò pregherò molto per lui dal cielo". Tutto questo certamente non si improvvisa: è frutto di un intenso cammino di conformazione a cristo attraverso l'approfondimento del proprio Battesimo, l'incontro personale con Lui nella preghiera, l'impegno a testimoniare e diffondere la propria fede tra i fratelli.
Questo cammino Isidore non lo percorre da solo: sceglie Maria di Nazareth come guida e modello impegnandosi ad imitare le virtù, ne sperimenta l'amore e la premura materna e si affida a Lei come un figlio nei confronti della propria madre. Egli percepisce che Maria è Colei che indica la Via: Cristo e il suo Vangelo di salvezza. Lo Scapolare che porta gelosamente al collo gli ricorda la cura materna di Maria, ma non lo concepisce come un qualcosa di magico o di superstizioso, ma come un costante richiamo alle sue promesse battesimali, un "distintivo" che lo qualifica davanti agli altri come discepolo di Cristo.
Isidore ci insegna che rivestirsi dello Scapolare del Carmine significa impegnarsi a rivestirsi di Cristo (cfr. Gal.3,27): essere disposti ad intraprendere in compagnia di Maria, un cammino di progressiva trasformazione in Cristo al fine di assimilare la logica e viverla nella quotidianità.
Pagina creata il 09/04/2009
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